Molti appassionati commentano in modo negativo l’annunciato passaggio di consegne dei diritti televisivi. I motivi restano ignoti
Dopo 10 anni tondi tondi Mediaset conferma di non aver rinnovato l’accordo con DORNA per i diritti TV del Motomondiale, annunciando contestualmente l’accordo per la trasmissione degli eventi Superbike già a partire dal prossimo anno. Allo scadere naturale del contratto, valido fino a tutto il 2013, la classe regina del motociclismo mondiale passERà così nelle mani di SKY, mentre per la prossima stagione dovremo attenderci una convivenza sulle reti Mediaset di entrambi i campionati. Nemmeno il tempo di far circolare la notizia che ecco su vari blog le reazioni degli appassionati, con tanto di pagina su Facebook (alla quale sono pure stato “iscritto d’ufficio”, costringendomi ad accedere al mio profilo per prendere le distanze) dal nome “no alla SBK su Mediaset”.
Giuro che per quanto mi sforzi di capire non riesco a trovare una giustificazione valida a cotanta ottusità. Voglio dire, Mediaset ha fatto solo del bene al motociclismo, fornendo un servizio che (credo) mai prima d’ora era stato riservato alla velocità su due ruote, con dirette, approfondimenti, servizi speciali e tutto il resto… quindi proprio mi sfugge il perché non dovremmo gioire dell’arrivo della SBK sulle sue frequenze.
Guido Meda e Giulio Rangheri non sono bravi o simpatici? Personalmente trovo di si, e se anche Guido lo conosco appena il buon Giulio è invece un collega che ho avuto modo di apprezzare in diverse occasioni, una persona di rara simpatia e disponibilità oltre che competente come pochi. E che dire di Paolo Beltramo o Alberto Porta?
Sento addirittura chi vorrebbe rinnovato il binomio Vignando-Sanchini, e non ci vedrei nulla di strano se questo accadesse, non fosse che per problemi contrattuali. Staremo a vedere, comunque sia questo è un aspetto davvero minimo della faccenda, la classica discussione da bar che limita l’orizzonte alla punta del proprio naso. Pensate forse che Mediaset metterà a fare le telecronache Paolo Bonolis e Luca Laurenti? (senza nulla togliere, per carità, è solo un esempio…). Certo che no, metterà persone competenti e appassionate, magari pure “invasate” per la Superbike, come il livello dello spettacolo assicurato sembra imporre. Anzi, sapete che vi dico?se serve un “invasato” della moto mando pure un Curriculum!
Ora, andando oltre le simpatie/antipatie personali, quello che proprio non riesco a capire è il perché non si riesca ad andare appena “oltre”, a fare quello “step” mentale che porterebbe a capire la portata delle novità: a chi vede bene un motociclismo come sport di nicchia per pochi appassionati io ribatto che una Superbike visibile a tutti, che raggiunga anche la più classica delle casalinghe di Voghera (!) porterebbe con sé un cambiamento epocale per il nostro sport e per il settore in generale, a tutto vantaggio dell’intero mondo motociclistico: gare come quella di Donington di domenica scorsa farebbero vomitare nel piatto le linguine al pesto persino a mio papà (che le moto se le fila come io i campionati regionali di bocce), terrebbero incollati agli schermi quei ragazzini che oggi non pensano più nemmeno allo scooter facendoli innamorare del nostro bellissimo sport. E se questa iniezione di popolarità si traducesse pure in un sostegno concreto per il mercato, con un rinnovato interesse per le due ruote da parte del pubblico e delle istituzioni? Mi rendo conto che questo è un ragionamento estremamente “provinciale”, parlando nello specifico dell’Italia, ma lo spettacolo esaltante della Superbike potrebbe anche contribuire a far ripartire un mercato che definire depresso è poco, soprattutto con una copertura mediatica importante come quella che potenzialmente può offrire Mediaset. Poco importa se a commentare le gare ci sarà il buon Meda, l’amico Giulio oppure il collega Vignando, l’importante è che in TV comincino a girare approfondimenti che raccontino i dietro le quinte del campionato, il legame con la produzione, le storie di questi piloti che spesso non hanno vissuto carriere milionarie e scintillanti come Valentino o Lorenzo (per dire due nomi a caso). E non venitemi a dire che le trasmissioni sulle reti Mediaset comprometteranno l’aspetto “genuino” delle SBK: non soffermatevi a guardare solo al nostro piccolo Paese ma abbiate il coraggio di affrontare una visione più ampia e globalizzata. Pensate davvero che i diritti televisivi relativi all’ Italia, che pure immagino ricoprano un ruolo importante, possano cambiare radicalmente abitudini e procedure del Campionato facendo sì che questo venga snaturato?
L’arrivo di Valentino Rossi tra le derivate, che a mio personale parere è tutt’altro che lontano (2014?), farà il resto, ovvero regalerà la decisiva spinta mediatica al campionato il quale, forte dell’alta spettacolarità già oggi garantita, conoscerà una popolarità senza precedenti. Volete scommetterci?
E se questo portasse i giovani alla riscoperta di scooter e 125 cc, o magari facesse tornare certi “pruriti” al motociclista più anziano? E se l’interesse mediatico rivolto alla Superbike avvicinasse sponsor che oggi non possono nemmeno immaginare un impegno nella MotoGP, magari passando proprio attraverso le formule minori e quelle promozionali a tutto vantaggio dei nuovi talenti nostrani?
Insistere nel voler mantenere la Superbike nell’orbita dell’appassionato “duro e puro”, relegandola di fatto ad un ruolo di sport di nicchia, equivale a mio avviso a “tagliarsi gli attributi per fare un dispetto al moglie”.
Brava Mediaset, buon lavoro!
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