Prova: al volante della nuova Suzuki BALENO

 

Per una volta ho lasciato a casa casco e guanti e mi sono messo al volante della nuova berlina compatta giapponese nella versione 1.2 DualJet in allestimento B-Top

Peschiera del Garda (VR) – Suzuki Baleno è la nuova proposta della Casa giapponese che affianca nell’offerta “segmento B” la ben nota Swift. L’inedita hatchback si presenta al debutto nelle concessionarie europee con un biglietto da visita importante: in India, dove l’auto è commercializzata dallo scorso gennaio (e dove ha sede la produzione) gli esemplari venduti hanno già superato quota 100.000 unità, obbligando la Casa a rivedere stime produttive e quote di esportazione destinate ad altri Paesi in funzione dell’elevata richiesta.

Uno sguardo alla vettura ferma nel parcheggio ed ecco la prima valutazione: in foto la Baleno sembra tutta un’altra cosa. Il singolo frame non rende giustizia alle forme armoniche dell’auto, alla vista laterale sagomata e all’immagine frontale vagamente sportiva. Le foto che avevo visto finora erano quelle “congelate” di una vettura fin troppo seriosa e priva di carattere, mentre il tema dinamico del design (in Suzuki lo chiamano Liquid Flow) dal vivo è davvero tutt’altra storia. Insomma, prima di dire “mi piace” o “non mi piace” è obbligatorio andarla a vedere dal vivo.

Gli interni

InterniLa prima caratteristica che colpisce è lo spazio interno, talmente ampio da essere fuori dal comune per un’auto di questa categoria. La posizione di guida è accogliente e personalmente (180 cm di altezza) ho la sensazione di sedere al volante di una categoria superiore tanta è la possibilità di movimento. Uno sguardo al divano posteriore ed ecco un’altra sorpresa: seduto dietro non solo sto comodo, ma tra le mie ginocchia e il sedile di guida passa una spanna o forse più. Davvero un ottimo risultato per un’auto lunga poco meno di 4 metri (addirittura più corta di una Fiat Punto) soprattutto se si aggiunge il fatto che i 355 litri di capienza del baule rappresentano il nuovo riferimento della categoria.

La qualità percepita è di buon livello, senza far gridare al miracolo: le plastiche superiori di finitura della plancia sono morbide al tatto e di buona fattura, mentre quelle inferiori dei comandi centrali appaiono invece rigide e un po’ sottotono. L’allestimento B-Top al vertice della gamma (completata dalla versione d’accesso B-Easy e da quella intermedia B-Cool) vanta, tra l’altro, il volante in pelle regolabile in altezza e profondità, il bracciolo centrale e i sedili riscaldati. La dotazione è davvero completa: sistema di frenata e cruise control intelligenti (con tecnologia radar) strumentazione MyDrive con display LCD da 4,2” a colori e alta definizione, clima automatico e molto altro. Notevole.


 
 
Al volante
 
 
 
Al volanteLeggera e facilissima da guidare, la Suzuki Baleno appare fin da subito molto dinamica. Il motore 1.2 DualJet aspirato non è un mostro di potenza (90 cv) ma vanta un’erogazione lineare e sfruttabile anche trottando nel traffico con un rapporto più lungo del dovuto. In tema di cambi, ho provato sia la trasmissione manuale che quella CVT dedicata a questa tipologia di motore: di quella tradizionale ho apprezzato la leggerezza degli innesti e l’intuitività, anche se la corsa della leva risulta un po’ lunga. Inoltre, al 5 marce “ben distese” avrei preferito un 6 rapporti, sia per sottolineare spunto e accelerazione sia per abbassare il regime di giri nei tragitti autostradali. Il sistema CVT è del tipo tradizionale, privo di palette al volante che “simulano” il cambio marcia. C’è poco da fare, piace o non piace, e personalmente lo apprezzo molto. È contraddistinto dal classico effetto scooter, perché pigiando a fondo sul gas il motore sale di giri senza un proporzionale incremento della velocità. Ben lontano da un funzionamento sportivo, questo sistema richiede d’essere utilizzato con accelerazioni leggere e graduali seguite da un parziale rilascio dell’acceleratore al fine di ottenere un drastico calo di giri ed un contestuale aumento della spinta. Insomma, è più adatto a chi dell’auto fa un utilizzo normale e privo di velleità corsaiole.
 
 
Il motore BOOSTERJET da 112 cavalli debutterà invece il prossimo maggio. Per il nuovo 1.0 tre cilindri turbo benzina è previsto il medesimo cambio manuale oppure un automatico con convertitore di coppia a 6 rapporti (“rapido come un doppia frizione” assicurano in Suzuki.) Complice la tara complessiva più contenuta della categoria (a partire da 940 kg) è interessante notare come il rapporto peso potenza di Baleno con questa motorizzazione sia molto vicino a quello della Swift 1.6 Sport, presupponendo performance quasi da sportiva.
Tornando alla guida, il lavoro fatto dai tecnici in termini di insonorizzazione è davvero eccellente: in città il motore sembra spesso spento, mentre in autostrada non si avverte il minimo fruscio aerodinamico. La taratura delle sospensioni è sostenuta ma non rigida, un riuscito compromesso tra comfort e precisione di guida che trasferisce qualche reazione secca solo sugli avvallamenti più pronunciati. Lo sterzo, piuttosto, rappresenta l’unico punto migliorabile: leggero da manovrare (seppure un filo “gommoso” nei parcheggi e in manovra) accusa una evidente inerzia viaggiando in velocità in linea retta, non tornando efficacemente in posizione centrale e costringendo il guidatore a continue correzioni. Il problema deriva probabilmente da una messa a punto migliorabile del servosterzo elettrico, e a domanda specifica è stato risposto che il difetto è stato inquadrato e che è già in fase di risoluzione.

 
 
I consumi 
 
SHVS SystemNota decisamente positiva per quel che riguarda i consumi. Al volante della versione con cambio CVT, alternando una guida a elastico tipica delle strade trafficate ad un allungo autostradale, il computer di bordo ha segnato 5.1 litri per 100 km. Un valore niente male per un motore 1.2 benzina, ma che diventa decisamente interessante al volante della versione dotata di tecnologia mild hybrid SHVS (Suzuki Hybrid Vehicle System). Questo sistema, che la Casa definisce “smart” propone un alternatore che svolge anche funzione di motorino d’avviamento e motore elettrico. Nella sostanza, l’energia prodotta in frenata viene accumulata in una piccola batteria agli ioni di litio posizionata sotto il sedile di guida, pronta ad essere impiegata a supporto del propulsore in fase di accelerazione e ripresa. Baleno non fa un singolo metro con la sola energia elettrica, ma il contributo del Sistema (assieme a quello dello Start&Stop) si traduce in consumi che anche con un impiego “spensierato” del gas il computer m’ha riassunto in 4.3 litri per 100 km. Questa tecnologia, già impiegata in Giappone su altri modelli Suzuki, incide sul prezzo per soli 1.000 euro (ecco perché “smart”…) e a mio avviso ne vale davvero la pena. Peccato che per ora sia abbinabile al solo motore 1.2 con cambio manuale, mentre sul 1.0 BoosterJet non è dato sapere quando e se verrà impiegata.
 

 
In sintesi:
 
 
Mi è piaciuta la Suzuki Baleno? Molto. Quest’auto m’ha davvero convinto sotto tutti i punti di vista, trasudando tutta la volontà della Casa di proporre una compatta che traghettasse la migliore tradizione del Marchio in una nuova era di prodotti. Di più: se VITARA rappresenta oggi la best-seller della gamma, credo che proprio con Baleno Suzuki abbia la possibilità di far cambiare agli utenti la percezione del Marchio, finora sinonimo di 4×4 per tantissimi utenti. Le frecce al suo arco sono quelle di uno stile moderno e accessibile, assieme ad una personalità matura che sfida a muso duro le principali protagoniste del segmento. Il listino prezzi, a partire da 14.100 euro, prevede in fase di lancio (e fino ad aprile) uno sconto di circa 3.000 euro su tutte le versioni che porta l’allestimento d’accesso alla gamma a 10.900 euro.
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leslie S. Author

Giornalista dal 2014 - specializzazione "Moto e Auto"

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