Suzuki Moto, rilancio a partire dal 2017 con alcuni nuovi modelli. Ecco un’idea per sostenere il momento di transizione

2017-suzuki-sv650-abs-19_1600x0wDopo aver mostrato diversi prototipi (finora rimasti tali), tramite il nuovo direttore generale “due ruote” l’Azienda preannuncia l’arrivo di numerose novità nel triennio 2017 – 2018 e 2019. E se si cominciasse oggi stesso?

Sono in molti ad aspettarsi una svolta decisa da parte di Suzuki nel settore due ruote. In Italia, la Casa giapponese è relegata a un ruolo che non le compete, quello del fanalino di coda nelle vendite tra le quattro grandi industrie motociclistiche del Sol Levante e, soprattutto, lontana anni luce rispetto al recente passato da protagonista del mercato. Va detto che la Multinazionale di Hamamatsu – così come molte concorrenti – realizza i principali profitti nel settore due ruote in altri mercati (prima di tutto quello indiano) ma è evidente che in Europa non goda di un momento di particolare entusiasmo. Inoltre, a livello globale i risultati finanziari dell’ultimo esercizio non sono buoni, segnando per il business moto  una perdita pari a 10,2 miliardi di Yen (85 milioni di Euro). Insomma, serve una svolta.

Stringendo il discorso all’Europa e all’Italia, il perché di questa situazione, detto banalmente, è riassumibile nella carenza di prodotto, ovvero in una offerta oggi datata e incompleta frutto di un’ eccessiva prudenza nel periodo di crisi economica. Le altre aziende giapponesi, solo per fare un paragone diretto, hanno continuato a investire anche nel periodo di difficoltà mondiale, e oggi si godono i frutti di quella pianificazione. Pensiamo a Yamaha: la Casa dei tre Diapason ha proposto negli ultimi due anni altrettante piattaforme completamente inedite come quella bicilindrica 700 cc e tre cilindri 900 cc, allestendo intorno ad esse una gamma di modelli completa ed esaustiva. Un progetto motociclistico “ex novo” richiede almeno 2/3 anni di gestazione anche per un colosso industriale come Yamaha, quindi va da sé che a Iwata abbiano stretto la cinghia pur non non farsi trovare impreparati alla ripresa dell’economia. Honda, dal canto suo, pur non mettendo in mostra progetti altrettanto inediti per il grande pubblico (la RCV stradale è una cosa a parte) ha proseguito nello sviluppo della gamma sfornando aggiornamenti importanti per la famiglia NC e molto altro. Kawasaki, infine, con la H2R ha avuto l’ardire di proporre il ritorno del compressore, gettando le basi per una famiglia “supercharged” che presto dovrebbe vedere la luce. Non si tratta di una critica alla strategia Suzuki, bensì di una semplice considerazione: qualche concept mai portato a compimento come la Recursion e la rivisitazione di alcuni modelli (V-Strom 1000 e SV650) assieme all’anticipazione della futura GSX-R1000 sono poca cosa se paragonati alla “concretezza” della concorrenza, e hanno ottenuto come risultato solo quello di far “galleggiare” il Marchio in attesa del debutto definitivo di qualcosa di veramente inedito. 

Read More

Mercato moto 2016: bene Piaggio, ma per le moto Aprilia quale futuro?

Aprilia Tuono 1100 RRA Pontedera sono focalizzati su altri marchi/segmenti con buoni risultati, mentre a mio avviso il brand Aprilia non sembra al centro degli interessi del Gruppo. E le moto non si vendono. Modelli, rete commerciale, ricambi e marketing: qual è il problema?

In apertura, prendo spunto da una frase già pronunciata da un collega premettendo che faccio parte della “generazione Aprilia”: sono cresciuto col mito di Alex Gramigni che portava la sua RS125 al primo titolo iridato nel Mondiale GP (1992), della mitica RS-W 250 #4 con i colori Chesterfield di Max Biaggi (Campione del Mondo ’94 –’95 – ’96 con questa moto) e, ancora, delle AF1/RS stradali le quali immagini mi ipnotizzavano ore davanti ai giornali. Sono diventato adulto con la leggenda della Casa veneta vincente, ambita sul mercato e inarrivabile in pista, e ancor oggi ogni qual volta poggio le mie terga su una Aprilia lo faccio con emozione e tanta aspettativa. Le cose però non vanno bene per il Marchio veneto.

Sul mercato italiano, da gennaio ad aprile 2016, la moto Aprilia di maggior successo è stata la Tuono V4 1100 RR, che in quattro mesi ha raccolto 98 preferenze conquistando il 73° posto nella classifica delle Top 100. Se per la naked supersportiva si tratta di un buon risultato (i numeri delle altre protagoniste del settore sono più o meno impietosi) bisogna dire però che gli altri modelli della Casa di Noale sono letteralmente scomparsi dai radar. Caponord, Dorsoduro, Shiver e via dicendo sono semplicemente spariti dalle classifiche, nonostante alcuni segmenti (crossover in testa) crescano come non mai. Dall’esterno la mia percezione è quella che al Gruppo Piaggio attualmente interessi poco del suo Brand sportivo, nonostante la Multinazionale di Pontedera abbia venduto nel mondo (da gennaio a marzo 2016) un totale di 74.800 veicoli a due ruote, in crescita rispetto al primo trimestre 2015 (74.200 unità) con un aumento del fatturato netto pari al 2%. Ok, c’è l’impegno in MotoGP, ma non sono certo che questo basti per rilanciare l’immagine di un Marchio storico.

Con tutto il rispetto che nutro per il marchio Aprilia e il suo team, provo a mettere nero su bianco quelli che sono a mio avviso sono gli elementi che hanno portato a questa situazione nelle vendite. Ovviamente si tratta di considerazioni assolutamente personali e legate al mercato nazionale, anche se mi viene facile pensare che la situazione non cambi significativamente analizzando i numeri provenienti da altri paesi.

In sintesi, quando un’Azienda o un Brand non vende, gli elementi da considerare sono i seguenti: prodotto, rete vendita, post-vendita, marketing e strategia di comunicazione. Non sono solo questi, ovviamente (ad esempio la situazione economica, gli stock e via discorrendo) ma proviamo ad analizzare i primi nel dettaglio.

Read More

Prova: al volante della nuova Suzuki BALENO

 

Al volante 2Per una volta ho lasciato a casa casco e guanti e mi sono messo al volante della nuova berlina compatta giapponese nella versione 1.2 DualJet in allestimento B-Top

Peschiera del Garda (VR) – Suzuki Baleno è la nuova proposta della Casa giapponese che affianca nell’offerta “segmento B” la ben nota Swift. L’inedita hatchback si presenta al debutto nelle concessionarie europee con un biglietto da visita importante: in India, dove l’auto è commercializzata dallo scorso gennaio (e dove ha sede la produzione) gli esemplari venduti hanno già superato quota 100.000 unità, obbligando la Casa a rivedere stime produttive e quote di esportazione destinate ad altri Paesi in funzione dell’elevata richiesta. Uno sguardo alla vettura ferma nel parcheggio ed ecco la prima valutazione: in foto la Baleno sembra tutta un’altra cosa. Il singolo frame non rende giustizia alle forme armoniche dell’auto, alla vista laterale sagomata e all’immagine frontale vagamente sportiva. Le foto che avevo visto finora erano quelle “congelate” di una vettura fin troppo seriosa e priva di carattere, mentre il tema dinamico del design (in Suzuki lo chiamano Liquid Flow) dal vivo è davvero tutt’altra storia. Insomma, prima di dire “mi piace” o “non mi piace” è obbligatorio andarla a vedere dal vivo.

Read More

Video: TEST Ducati 959 Panigale

Primo contatto con la nuova “media” sportiva Ducati. 

Su Omnimoto.it il test completo per sapere tutto, ma proprio tutto della nuova 959 Panigale. Intanto date un’occhiata al video per vedere come si comporta in pista a Valencia!

Immagine anteprima YouTube

FK Motors: la moto sportiva “premium” Made in Cina

FK Motors 300, supersportiva made in Cina

Di EICMA 2015 e delle novità abbiamo visto, letto e sentito più o meno tutto. È stato senza dubbio il Salone delle Scrambler ma ci sono stati anche numerosi altri spunti che riguardano il futuro del settore. Novità assoluta, il concetto “premium” portato alla ribalta dal brand cinese FK Motors con la sua (bellissima) sportiva. E non solo…

Nel 2014 il Salone di Milano è stato letteralmente dominato dalle maxi sportive, a cominciare dalla versione Ducati Panigale 1299 per arrivare alla rivoluzionaria Yamaha YZF1000 R1 derivata dalla M1 MotoGP. EICMA 2015, seppure in una edizione meno sfarzosa e scintillante, è stato invece l’anno delle Scrambler e delle moto dal chiaro sapore “classic”, con i padiglioni del quartiere fieristico letteralmente invasi da proposte già note, novità attesa e tantissime sorprese dell’ultima ora. Non voglio però parlare di questo, bensì ragionare su di un altro spunto che l’edizione 2015 della Fiera motociclistica ha fornito. In estrema sintesi: la Cina è davvero viCina, e le industrie asiatiche cominciano ad essere competitive anche in termini di qualità, non solo per prezzi e capacità produttive. In Italia e in Europa continua altresì a regnare una certa idiosincrasia circa i prodotti che arrivano dal far east: presi come siamo dalle questioni di stile e storicità dei marchi nostrani o dalle grandi aziende del Sol Levante, colleghi giornalisti e appassionati guardano spesso con inspiegabile sufficienza a quel che arriva da Cina, Taiwan e via dicendo. Oggi, invece, le proposte tecnicamente e stilisticamente interessanti ci sono eccome, seppure a EICMA si siano dovute scovare col proverbiale lanternino sepolte tra la marea di micro-stand che proponevano prodotti low-cost tutti uguali. Se non ci credete, vi invito a dare un’occhiata alle immagini della FK Motors, sportiva  monocilindrica passata totalmente inosservata nei numerosi articoli dedicati al Salone ma a mio avviso molto esemplificativa.

Read More

Page 1 of 29

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén